Quelle jupe-culottes rosa pallido
Un paio d’anni fa al Metropolitan Museum di New York hanno avuto davvero una bella idea: dedicare una mostra al grande Paul Poiret, grandissimo stilista vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, considerato uno dei protagonisti della moda in senso moderno.
La mostra si chiamava “Poiret: King of Fashion” e aveva il pregio di esibire alcuni preziosi costumi realizzati dal couturier francese: un onore per gli invitati al galà d’apertura, ripagato dagli stessi indossando proprio per il party abiti in “stile Poiret”.
Ricordo con grande emozione quando anch’io ho fatto parte di un capolavoro del grande Poiret. Non erano ancora gli anni Venti e alla guerra Parigi proprio non ci pensava: anzi, la capitale francese era un continuo fermento artistico, tra esposizioni d’arte, spettacoli nei locali e nuove boutique.
Poiret cominciava a farsi conoscere per i suoi modelli fantasiosi e colorati, ispirati a costumi orientali e russi. Si inventò quella che oggi chiamiamo la gonna-pantalone, le jupe-culottes, e io presi parte a un modello rosa pallido, indossato da una giovane ragazza durante la famosa festa “Le mille e due notti”. Che evento! I giornalisti riportarono, non privi di un certo scalpore, l’entrata in scena di Poiret, agghindato come un sultano arabo, e della bellissima moglie, apparsa in una grande gabbia dorata in compagnia di alcuni ibis rosa.
Poiret fu un vero genio, contestato e non compreso all’inizio, ma poi copiato da grandi stilisti nei decenni successivi. Fu uno dei primi a capire che il bello della moda è riprendere il passato ed attualizzarlo, mescolando stili e tempi: vi ricorda qualcosa?
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