Archivio articoli per la categoria ‘storie del filo’
George Best: the golden boy
Di lui a Belfast si dice ancora “Maradona good, Pelé better, George Best”. Se non il migliore di sempre, George Best fu davvero uno dei migliori calciatori al mondo, ammirato da tutti per potenza, tecnica e tiro. Nato nel maggio del ‘46 nella capitale dell’Irlanda del Nord, Best aveva una corporatura esile sulla quale nessuno avrebbe scommesso.
Il suo talento invece venne alla luce giovanissimo, quando venne scelto da un osservatore del Manchester United: nella sua maglietta rossa – tra i cui fili c’ero anch’io, quale onore! – folgorava pubblico e avversari, infilando un gol dopo l’altro ad ogni match. Ma la fama non venne solo grazie al football: George era un’icona nata. leggi il resto dell’articolo
Passione rossa infinita
Ci sono momenti che non mi stanco mai di ricordare: quelli dei grandi incontri che ho avuto la fortuna di fare nella mia lunghissima vita di filo. Uno dei più grandi personaggi che ho avuto il piacere di osservare da vicino è Enzo Ferrari, il celebre pilota e imprenditore che ha reso immortale la casa automobilistica italiana.
Ferrari è stato tante persone in una sola: un ragazzo rimasto precocemente senza padre e fratello, un giovane e promettente pilota, un imprenditore con la passione della corsa, un latin lover all’italiana, un marito e un padre amorevole, un abile meccanico di fatto, un ingegnere in potenza. leggi il resto dell’articolo
La fotografa della passione
«Ogni volta che si usano le parole “arte” o “artista” in relazione ai miei lavori fotografici, avverto una sensazione sgradevole dovuta senza dubbio al cattivo impiego che si fa di tali termini. Mi considero una fotografa, e niente altro.»
Parole dure, che svelano un carattere forte, incapace di compromessi. Parole di una delle più grandi fotografe italiane, una donna che ho avuto l’onore di conoscere nella mia lunghissima vita di filo. Parole di Assunta Adelaide Luigia Modotti, detta Tina. leggi il resto dell’articolo
Johnny Cash: il musicista in nero
L’uomo che unì la musica country della tradizione a stelle e strisce alla malinconia del blues degli ex schiavi neri. L’uomo bianco che venne soprannominato “The Man in Black”. Nella mia lunga vita di filo ho conosciuto anche lui, uno dei più grandi musicisti della storia americana: Johnny Cash.
“Everybody was wearing rhinestones, all those sparkle clothes and cowboy boots. I decided to wear a black shirt and pants and see if I could get by with it. I did and I’ve worn black clothes ever since.” Vestirsi di nero per ricordare i poveri, gli oppressi, i sofferenti: Cash fece dell’abbigliamento un modo costante per esprimere la sua sensibilità nei confronti del mondo. leggi il resto dell’articolo
La chioma rossa più famosa di Hollywood
Quante belle donne ho conosciuto nella mia lunga vita! Spesso per poco, mio malgrado, il tempo di un cambio d’abito. Le esperienze più brevi sono state certamente quelle con le stelle del cinema, belle e inarrivabili: per loro i costumisti potevano creare anche decine di abiti per ciascuna pellicola.
Una delle attrici più belle che abbia mai conosciuto è stata Rita Hayworth: ho fatto parte del suo abito più bello, nel film più famoso. Gli anni Cinquanta erano alle porte e il regista Charles Vidor concorse a Cannes con una delle protagoniste più sensuali del cinema in bianco e nero: Gilda. leggi il resto dell’articolo
Il grembiule della Marietta
Cos’è la moda? Ѐ la lunghezza di una gonna, oggi lunga e domani corta? Ѐ un accessorio, oggi una frangia e domani una perlina? O la moda non è forse anche quel vestire quotidiano, fatto di abiti comodi, vissuti, funzionali e in cui star bene? Qualcuno sorriderà, ma moda non è anche il grembiule di una cuoca?
Nella mia lunga vita per un certo tempo ho fatto parte anche di un grembiule da cucina: sporcato e rilavato mille volte, posso dire di averne viste davvero di tutti i colori. Sughi, zuppe, salse… Mani nodose e stanche si strofinavano su quel grembiule: le mani di una cuoca, una delle tante donne che, da sempre nella storia, stanno dietro ai grandi uomini. leggi il resto dell’articolo
Quelle jupe-culottes rosa pallido
Un paio d’anni fa al Metropolitan Museum di New York hanno avuto davvero una bella idea: dedicare una mostra al grande Paul Poiret, grandissimo stilista vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, considerato uno dei protagonisti della moda in senso moderno.
La mostra si chiamava “Poiret: King of Fashion” e aveva il pregio di esibire alcuni preziosi costumi realizzati dal couturier francese: un onore per gli invitati al galà d’apertura, ripagato dagli stessi indossando proprio per il party abiti in “stile Poiret”. leggi il resto dell’articolo






