Ricchezza e semplicità nel Settecento

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Il film “Marie Antoinette” di Sofia Coppola, celebre ritratto della giovane regina di Francia, ha portato alla ribalta il Settecento soprattutto per gli abiti indossati in quel periodo storico.

Si tende ad identificare tutto il secolo con quegli abiti sfarzosi e colorati, ma in realtà il contesto storico cambiò abitudini e forme, passando dagli eccessi dei primi anni ad una sempre maggiore semplicità, caratteristica poi dell’Ottocento.

Intorno agli anni Cinquanta del secolo gli abiti femminili erano esclusivamente interi ed indossati insieme a delle sottogonne. I corpetti erano stretti, tenuti da stecche rigide, e le scollature erano quadrate e generose. Le maniche degli abiti terminavano con ricchi polsini cascanti e merletti arricciati. La parte inferiore del vestito era realizzata con più strati di stoffa, creando un effetto molto voluminoso, e anche in questo caso la forma era realizzata grazie ad una specie di gabbia rigida, indossata prima del vestito. Tutto era all’insegna del lusso e del ricamo e questo tipo di estetica si rispecchiava anche negli accessori: nelle parrucche si inserivano fiori e piume e le scarpette erano decorate con fibbie gioiello.

Ma verso la fine del secolo la moda, influenzata dallo stile inglese e dalla ventata di razionalismo portata dalle idee illuministe, si fa più semplice, sia dal punto di vista dell’estetica che della praticità. Gabbie per le gonne e stecche per i corpetti vanno scomparendo e lo stesso abito inizia a spezzarsi per essere più facilmente indossato. Il volume è ancora di moda, ma l’effetto viene realizzato con piccoli cuscini inseriti nelle sottogonne. Anche le decorazioni vanno diminuendo e semplificandosi: le scollature sono più morbide, così come le maniche si accorciano, e in generale l’aspetto femminile diventa più naturale, tanto che alle parrucche si inizia a preferire l’uso di cappelli e il trucco eccentrico viene sostituito con uno più discreto.

immagine | movieplayer.it

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