Il cotone: storia e ricchezza in un batuffolo
Siamo così abituati ad averlo addosso tutti i giorni che quasi ci dimentichiamo di quanto è prezioso: il cotone è una delle fibre tessili più antiche, conosciuta e usata già dagli antichi Egizi, ma anche una delle più diffuse, tanto che ad oggi copre quasi il 50% del fabbisogno tessile mondiale.
Il cotone è senza dubbio la fibra più generosa: è resistente all’acqua, al sole, ai detersivi, alle alte temperature e, in definitiva, agli “strattoni” della vita quotidiana. Inoltre è anallergico, adatto quindi a tutti (anche ai più piccoli) e perfetto per il contatto diretto con la pelle. Proprio per queste caratteristiche di naturalezza e versatilità il cotone è una delle fibre che preferiamo per creare i capi Green Tree.
Il cotone si ricava dalla bambagia che avvolge i semi del Gossypium, arbusto della famiglia delle Malvacee originario dell’India e delle zone subtropicali di Africa e Sudamerica. Nella zona europea la coltivazione di questa pianta arrivò successivamente con gli Arabi, mentre oggi ormai rappresenta uno dei prodotti di punta di Paesi come Perù,Turchia, Egitto, Sudan, Pakistan, Russia e Cina.
Ma è con la storia degli Stati Uniti che il cotone è legato a doppio filo, nel bene e nel male: fu proprio Cristoforo Colombo, nel suo viaggio alla scoperta dell’America, uno dei primi osservatori europei della coltivazione del cotone. A partire dal XV secolo i colonizzatori trasformarono questo processo in un’attività produttiva che sfruttava la manodopera degli schiavi provenienti dall’Africa.
Tuttavia il cotone fu senza dubbio protagonista positivo della storia dell’uomo: la necessità di lavorarlo diede un enorme impulso alla meccanizzazione e proprio l’invenzione del telaio meccanico segnò l’avvio della rivoluzione industriale, che dall’Inghilterra investì in un’ondata di progresso tutto il mondo.

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