Seta, oro e cremisi alla corte dei Visconti e degli Sforza
“Milano, 1442. L’arrivo a Milano di due setajoli, provenienti da Firenze e da Genova, invitati da Filippo Maria Visconti, porta alla capitale lombarda la lavorazione della seta, dando vita a un’attività e a una tradizione che in molti casi hanno anticipato numerose soluzioni della modernità e ancora oggi rappresentano l’emblema del gusto italiano nel mondo.”
Si introduce così la mostra SETA • ORO • CREMISI. Segreti e tecnologia alla corte dei Visconti e degli Sforza, in programma a al Museo Poldi Pezzoli di Milano fino al 21 febbraio: prima di una serie di esposizioni volte a valorizzare la produzione artistica e sartoriale lombarda, la mostra presenta quasi cinquanta straordinarie opere, tra cui velluti, damaschi e lampassi, un raro caftano appartenuto ad un boiardo della Valachia, ricami in seta con oro e perle, carte da gioco, codici miniati, oreficerie e dipinti.
Manufatti preziosissimi, che documentano storicamente lo sviluppo dell’arte tessile nei secoli passati, che raggiunse proprio nella zona milanese il suo apice qualitativo. Il lusso e la tecnologia di quella produzione è ben riassunta nel titolo della mostra: la seta indica i tessuti da lavorare, che in realtà erano anche velluti e damaschi; l’oro fa riferimento alle broccature in oro, argento e altri preziosi; il cremisi, infine, è la sostanza derivante dalla cocciniglia che, nelle sue tante sfumature del rosso, dominava nelle scelte dei setajoli lombardi.
Una ricerca davvero interessante quella dell’Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda (condotta in collaborazione con nove istituzioni europee), che con questa mostra documenta l’eccellenza delle tecniche di lavorazione e della manodopera del tempo, mettendo a disposizione del pubblico reperti tessili fino ad ora nascosti dalla polvere del passato.
immagine | museopoldipezzoli.it
