Interior design d’altri tempi (parte seconda)
Progettare e realizzare un punto vendita non è solo scegliere in quale zona della città sarà, quali mobili inserire e quale colore utilizzare per le pareti. Ricreare la filosofia Green Tree trasferendola dagli abiti alle botteghe si è tradotto nella concezione di luoghi intimi e caldi, dove ogni accessorio fa, in maniera discreta, la differenza.
I complementi d’arredo sono estremamente semplici nella loro originalità: la rastrelliera in scala ridotta che corre lungo tutte le pareti, diventando elemento versatile per esporre i capi; cinghie e corde naturali (le stesse, italianissime, usate per le campane delle chiese) a sorreggere i mobili e creare disegni; pezzi meccanici che rendono sculture i manichini anni Cinquanta; specchi di forme sempre diverse, derivati da vecchie porte recuperate; poltroncine e sgabelli retrò per rendere più confortevoli le prove nei camerini.

Luce e penombra, si sa, non sono dettagli: spicca sicuramente per bellezza e singolarità il lampadario, presente sia a Verona che a Padova, creato a partire da vasi multiformi in vetro trasparente e corde. Ma l’atmosfera luminosa è fatta anche d’altro: i faretti scendono dal soffitto dando vita a una luce soffusa e confortevole, creando punti luce sugli abiti esposti. Anche cassetti e mensole sono illuminati, questi dall’interno, rendendo protagonisti maglioni e camicie.
Il design d’interni realizzato da Design Bakery per Green Tree è quindi nel segno di genuinità e semplicità: ogni elemento è valorizzato nei propri dettagli senza alcuna esagerazione, nel rispetto della stagionalità (nella sua accezione più ampia) e della storia. Il senso è quello di una fusione totale tra uomo e natura, di un ritorno alle origini, a quella sola bellezza che va a braccetto con il benessere.

